Il fotoreporter
Trentadue foto, dodici anni di arco temporale, quattro città diverse. Nella stessa figura sullo sfondo di ogni immagine c'era qualcosa che non tornava: non invecchiava mai.
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Trentadue foto, dodici anni di arco temporale, quattro città diverse. Nella stessa figura sullo sfondo di ogni immagine c'era qualcosa che non tornava: non invecchiava mai.
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Il modulo era nella buca delle lettere senza busta e senza francobollo. Descriveva una procedura medica già completata. In fondo c'era una firma. Era la sua.
I diari erano del 1963. La classe era la stessa — stessa aula, stesso plesso. Gli eventi descritti erano quelli della settimana scorsa. La maestra del 1963 aveva smesso di scrivere il 14 marzo.
La prima notte la figura era in fondo alla stanza. La seconda notte era al lato del letto. La terza notte Filippo non aprì gli occhi. Sapeva già dove sarebbe stata.
Milioni di persone nel mondo si svegliano di notte incapaci di muoversi, con una presenza oscura nella stanza. La neuroscienze la chiama paralisi ipnagogica. In Italia aveva già un nome da secoli.
Lo scontrino era in tasca destra insieme alle chiavi di casa. Non ricordava di aver comprato niente. Il prodotto era: 1x Ritorno. La data era domani.
Al Cimitero delle Fontanelle i teschi adottati hanno un nome scritto sopra. Quello che Andrea trovò nella nicchia 114 non aveva nome scritto fuori. Aveva il suo nome scritto dentro.
Napoli custodisce i suoi morti meglio di qualsiasi altra città italiana. Il Cimitero delle Fontanelle, le catacombe, i cunicoli borbonici: una guida ai luoghi dove il confine tra vivi e morti è sempre stato sottile.
Ogni famiglia del paese lo sapeva. Nessuno l'aveva detto ai nuovi arrivati. Non per cattiveria — per la stessa ragione per cui non si avverte un bambino di non toccare il fuoco prima che lo faccia.
Le planimetrie catastali dicevano cinque stanze. Il geometra ne contava sei. Non era un errore di misura: la sesta stanza non aveva porte, non aveva finestre, e dal suo interno si sentiva qualcosa respirare.
Il messaggio era arrivato alle 4:03. Mittente: Mamma. Durata: 0:00. I metadati dicevano che era stato inviato da un iPhone 6S spento e non utilizzato da tre anni.