La maestra di Cuneo
I diari erano del 1963. La classe era la stessa — stessa aula, stesso plesso. Gli eventi descritti erano quelli della settimana scorsa. La maestra del 1963 aveva smesso di scrivere il 14 marzo.
LeggiRacconti del terrore con case vuote, corridoi lunghi e silenzi che non restano mai fermi.
I diari erano del 1963. La classe era la stessa — stessa aula, stesso plesso. Gli eventi descritti erano quelli della settimana scorsa. La maestra del 1963 aveva smesso di scrivere il 14 marzo.
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La prima notte la figura era in fondo alla stanza. La seconda notte era al lato del letto. La terza notte Filippo non aprì gli occhi. Sapeva già dove sarebbe stata.
Al Cimitero delle Fontanelle i teschi adottati hanno un nome scritto sopra. Quello che Andrea trovò nella nicchia 114 non aveva nome scritto fuori. Aveva il suo nome scritto dentro.
Ogni famiglia del paese lo sapeva. Nessuno l'aveva detto ai nuovi arrivati. Non per cattiveria — per la stessa ragione per cui non si avverte un bambino di non toccare il fuoco prima che lo faccia.
Le planimetrie catastali dicevano cinque stanze. Il geometra ne contava sei. Non era un errore di misura: la sesta stanza non aveva porte, non aveva finestre, e dal suo interno si sentiva qualcosa respirare.
Renato lavorava alle trasmissioni notturne di un'emittente pubblica dal 1989. Aveva visto di tutto. Non aveva mai visto una cassetta senza etichetta che trasmetteva un programma in diretta.
Distorsioni VHS, trasmissioni televisive impossibili, nastri trovati in luoghi abbandonati. L'analog horror è il sottogenere più inquietante del momento — e in Italia sta crescendo velocemente.
Luca portava i turisti a Poveglia di notte da tre anni. Aveva una regola: nessuno tocca la campana. I turisti di quella sera non l'avevano rispettata.
Un unico post su 4chan nel 2019. Milioni di visualizzazioni, centinaia di racconti, film e videogiochi. I Backrooms hanno toccato qualcosa di profondo nella psicologia umana. Ecco cosa.