I Saw the TV Glow: recensione dello schermo che trattiene chi siamo
Recensione critica di I Saw the TV Glow, film 2024 di Jane Schoenbrun: dati verificati, identità, schermi notturni, musiche di Alex G e orrore del tempo perduto.
LeggiFilm recenti, classici e cult letti per atmosfera, regia, immagini che restano addosso e posto nella storia dell'horror.
2024
1968
1961
2024
1964
2022
Recensione critica di I Saw the TV Glow, film 2024 di Jane Schoenbrun: dati verificati, identità, schermi notturni, musiche di Alex G e orrore del tempo perduto.
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Romero trasforma una casa assediata in matrice dell’horror moderno: morti senza folclore, vivi incapaci di salvarsi dal proprio ordine sociale.
Un horror imperfetto ma personale, sostenuto da Hunter Schafer, Dan Stevens e da un uso del suono che trasforma il resort alpino in un nido predatorio.
Un classico monumentale, lento e ipnotico, dove il terrore nasce dall’attesa, dal colore e dal peso morale delle promesse infrante.
Un prequel meno esplicativo del previsto, sostenuto da Lupita Nyong’o e da un uso del silenzio che trasforma New York in una trappola emotiva.
Cronenberg trasforma la tecnologia domestica in un incubo fisico e ancora attuale.
Ti West chiude la trilogia con un noir horror imperfetto ma magnetico: più efficace come discorso sulla fama che come slasher puro.
De Palma trasforma il romanzo di Stephen King in una tragedia scolastica e familiare dove il soprannaturale è la lingua di una ragazza mai ascoltata.
Arkasha Stevenson firma un prequel sorprendentemente solido: meno genealogia del male, più orrore sul potere che prepara il corpo del mostro.
Tobe Hooper trasforma il caldo texano, la famiglia e il lavoro morto in una macchina sensoriale di terrore: meno sanguinosa del mito, più disturbante di quasi tutti i suoi eredi.