Train to Busan: recensione del contagio che corre sui binari
Recensione critica di Train to Busan, horror sudcoreano del 2016 diretto da Yeon Sang-ho, tra contagio, ritmo ferroviario e sacrificio.
LeggiFilm recenti, classici e cult letti per atmosfera, regia, immagini che restano addosso e posto nella storia dell'horror.
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1968
1961
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Recensione critica di Train to Busan, horror sudcoreano del 2016 diretto da Yeon Sang-ho, tra contagio, ritmo ferroviario e sacrificio.
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Un thriller psicologico che trasforma desiderio, lutto e controllo in una spirale visiva e sonora ancora ipnotica.
Un debutto visivamente forte sullo sguardo e sulla prigionia, penalizzato quando sente il bisogno di spiegare troppo la propria mitologia.
Wes Craven trasforma televisione, sedia elettrica e corrente domestica in un horror nervoso sul male come segnale che torna in casa.
Un classico europeo in cui una scomparsa in pieno giorno diventa una meditazione nerissima su conoscenza, controllo e ossessione.
Adam Robitel trasforma stanze, indizi e oggetti comuni in una macchina d’ansia controllata, derivativa ma efficace.
Robert Lieberman trasforma il caso Travis Walton in un film sul trauma della testimonianza, con una sequenza aliena entrata nella memoria horror degli anni Novanta.
Un esordio elegante che trasforma radio, telefoni e testimonianze in una paura cosmica costruita soprattutto dall’ascolto.
Il film del 1951 trasforma ghiaccio, radio e disciplina militare in una macchina di suspense sull’ignoto che non vuole essere compreso.
Veronika Franz e Severin Fiala costruiscono un horror psicologico d’inverno dove lutto, fede e manipolazione domestica diventano una trappola senza assoluzioni.