Jaws: recensione del mostro invisibile sotto la superficie
Recensione di Jaws, il classico di Steven Spielberg che ha trasformato il mare in una superficie infestata dall’attesa.
LeggiFilm recenti, classici e cult letti per atmosfera, regia, immagini che restano addosso e posto nella storia dell'horror.
2024
1968
1961
2024
1964
2022
Recensione di Jaws, il classico di Steven Spielberg che ha trasformato il mare in una superficie infestata dall’attesa.
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Horror da camera teso, elegante e costruito sull’attesa.
Un horror psicologico teso, dove la casa diventa una trappola teologica e la conversazione una forma di violenza.
Un’indagine asciutta e ancora inquieta in cui la fantascienza dei mostri dà corpo alla paura nucleare.
Horror musicale denso e carnale, dove blues, vampiri e memoria storica si mordono a vicenda.
Una ghost story adulta, controllata e ancora inquietante, dove il suono diventa la lingua del fantasma.
Un horror televisivo teso e intelligente, più inquietante che rumoroso, sorretto da David Dastmalchian e da un dispositivo formale molto preciso.
Una riscrittura cinica e irregolare del mito, interessante soprattutto quando trasforma il genio in privilegio senza empatia.
Un horror generazionale lucido e fisico, capace di trasformare lutto e bisogno di appartenenza in un rito collettivo pericoloso.
Hitchcock devia il racconto, spezza il patto con lo spettatore e trasforma motel, doccia e volto gentile nella grammatica della paura moderna.