Il fascicolo con due firme
Un documento giudiziario datato dopo un’esecuzione riporta due firme: quella dell’istituzione e quella di un morto che, forse, non aveva ancora finito con l’archivio.
LeggiRacconti del terrore con case vuote, corridoi lunghi e silenzi che non restano mai fermi.
Un documento giudiziario datato dopo un’esecuzione riporta due firme: quella dell’istituzione e quella di un morto che, forse, non aveva ancora finito con l’archivio.
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Ogni notte una casa ripete vibrazioni, annunci e frammenti di un volo mai preso: nella camera da letto di Marta la turbolenza non arriva dal cielo.
Una carta d’imbarco intestata a un passeggero mai salito compare nel posto 18F, dove il finestrino si appanna dall’interno e una voce sussurra dal buio della cabina.
Una porta socchiusa, una vasca piena e una pelle senza volto: il racconto di un’identità presa in prestito troppo a lungo.
Una doccia che si apre ogni notte alla stessa ora, una tenda che cambia posizione e una voce che conosce il pericolo prima di chi la ascolta.
Sotto una clinica dismessa, un laboratorio conserva etichette anatomiche con date troppo recenti per essere possibili.
Una città coperta da una cenere impossibile, telefoni che muoiono alle 19:11 e tre colpi alla porta: una leggenda urbana sul ritorno di ciò che non è mai stato sepolto.
Un motel italiano registra una camera assente dalle planimetrie eppure presente nelle ricevute notturne: la stanza 16 torna ogni volta con un nome gia scritto.
Una barca da pesca torna all’alba senza equipaggio. Nel porto, ogni dettaglio sembra in ordine: ed è proprio questo a rendere la sparizione impossibile da spiegare.